Le domus di Cosa, che conservano elementi significativi dell’architettura domestica romana, offrono uno sguardo prezioso sulla vita privata delle famiglie più influenti della colonia.
La Casa dello Scheletro, così chiamata per il ritrovamento di resti umani, era un’abitazione di grande prestigio, dotata di un esteso impianto a doppio peristilio. La ricchezza dell’impianto decorativo e degli ambienti testimonia il livello sociale dei suoi occupanti e forse anche l’improvvisa tragedia che colpì la casa.
La Casa di Diana prende nome dalla statua della dea della caccia rinvenuta al suo interno. Gli ambienti presentano un atrio ben conservato, un giardino interno e pavimenti mosaicati, segni di un gusto raffinato e di un’economia agiata.
Ancora più importante è la Casa di Quintus Fulvius (sulla cui pianta sorge l’attuale Museo di Cosa), dove emerse un tesoro composto da più di 2000 monete d’argento, probabilmente nascosto nei momenti di pericolo che precedettero la crisi della colonia. Il ritrovamento offre una testimonianza diretta sia della ricchezza delle élite sia delle tensioni che attraversarono Cosa in età tardo-repubblicana.
Chiude il quadro il cosiddetto “Edificio P” , importante per la presenza di una taberna associata, in cui venivano venduti molluschi cotti e vino, segno di un’attività economica vivace esistente accanto alla residenza privata.